Parashat Vaykrà – Zakhor: Positività nella negatività

13/03/2019 0 Di wp_2089253

Durante la descrizione dei vari korbanot (sacrifici), la Torà proibisce di portare offerte di lievito e miele. Quindi immediatamente ci dice che, al contrario, dobbiamo includere il sale in tutte le offerte di pasto. Perchè il sale è obbligatorio, mentre le altre due sostanze sono vietate? I commentatori sottolineano che c’è un grande simbolismo nei sacrifici e che ognuna di queste tre sostanze rappresenta diversi tratti caratteriali: analizzando il loro simbolismo possiamo rispondere a questa domanda.
Il Sefer haChinuch scrive che il miele rappresenta il desiderio fisico di base (taavà) perché è un cibo dal sapore dolce. Il divieto di aggiungere miele alle offerte ci insegna che bisogna astenersi dal rincorrere cibi gustosi e concentrarsi solo sul cibo necessario per il proprio sostentamento e benessere. Il Sefer haChinuch continua dicendo che il lievito è simbolo di arroganza perché si innalza basandosi sul versetto nei Proverbi che afferma: “L’altero di cuore è un abominio per D-o”. Il Chatam Sofer accetta questa spiegazione quindi discute il simbolismo del sale. Allude al detto dei saggi che fornisce lo sfondo dietro l’obbligo di includere il sale con le offerte di pasto. Nel secondo giorno della Creazione, D-o separò le acque, portando parte dell’acqua fino ai Cieli e lasciandone una parte sulla Terra. Le acque si lamentarono del fatto che anche loro volevano anche salire nei Cieli piuttosto che rimanere sull’umile Terra. D-o calmò le acque promettendo loro che in futuro il sale che si trova nell’acqua sarebbe stato offerto sull’Altare insieme ai sacrifici. Basandosi su questo Midrash, il Chatam Sofer spiega che il sale rappresenta il tratto della gelosia perché è offerto come risultato della gelosia delle acque inferiori verso le acque superiori. Il miele, il lievito e il sale rappresentano i tre tratti negativi di base; kina (gelosia), kavod (desiderio di onore) e taavà. Tuttavia, egli sostiene che la gelosia è molto diversa dalle altre due: non c’è posto per miele e lievito nel Tabernacolo e, per estensione, in tutto il Servizio divino. Il sale, la gelosia, al contrario, ha un posto nel servire D-o. Lo vediamo dalla Ghemarà che dice, ‘kinat sofrim tarbè chochmà – la gelosia tra coloro che imparano provoca un aumento di saggezza. Ciò significa che c’è un beneficio alla gelosia nel regno spirituale perché può motivare una persona a crescere nella sua spiritualità quando vede gli altri a un livello più alto di lui. La gelosia delle acque inferiori per le acque superiori era un esempio di un valido tipo di gelosia – le acque inferiori volevano essere il più vicino a D-o come le acque superiori. La loro ricompensa fu quindi l’obbligo di offrire il sale nei sacrifici facendone un eterno promemoria di una lodevole forma di gelosia.
La spiegazione del Chatam Sofer ci insegna che quando il tratto generalmente negativo della gelosia è usato nel modo giusto, può migliorare il servizio di D-o. È istruttivo analizzare la differenza tra la gelosia nel regno spirituale e la gelosia nel regno fisico. La gelosia nel regno materiale spesso ha un aspetto particolarmente aberrante: non è limitato a volere le stesse cose dell’altra persona, piuttosto la persona gelosa vuole che l’altra persona non abbia quella cosa. La proibizione della Torà che si riferisce alla gelosia, lo tachmod (non desiderare), si applica solo quando Reuven vuole avere l’oggetto stesso di Shimon, mentre se vuole solo lo stesso oggetto di Shimon, non c’è proibizione della Torà. Al contrario, la gelosia nel regno spirituale è accettabile solo quando la parte gelosa non invidia il suo compagno del suo successo, ma usa il successo del suo amico come strumento per motivare se stesso a raggiungere altezze simili. Tuttavia, se biasima il suo amico per il suo successo, allora la sua gelosia è di nuovo considerata totalmente inaccettabile perché chiaramente non è guidata da motivazioni pure. Nel regno spirituale non esiste un limite predestinato a ciò che una persona può raggiungere. Dipende completamente dal suo libero arbitrio. Non è inutile desiderare di emulare la realizzazione spirituale di qualcun altro; attraverso lo sforzo personale, una persona può ottenere di più nel regno spirituale. Tenendo a mente l’insegnamento del Chatam Sofer impariamo che quello che in molte circostanze è considerato un tratto negativo, se utilizzato nel modo giusto, può aiutarci a crescere spiritualmente ed arrivae più vicino a D-o. Imparando ad incanalare quelli che generalmente sono considerati tratti negativi nel modo corretto possiamo quindi crescere spiritualmente noi e contribuire alla crescita spirituale della nostra Comunità.

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